Chiude la Città del Sole, il famoso negozio per giocattoli di Cagliari che tutti conoscono

Cagliari, 19 Aprile 2017 – Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari. Addio allo storico negozio di giocattoli di Via Oristano, conosciuto da generazioni di bambini e genitori che lì hanno sorriso davanti a tantissimi tipi di giocattoli. Chiude all’improvviso, con tanta incredulità e tristezza. Purtroppo una brutta notizia per Cagliari.

La crisi commerciale

La lunga crisi che sta colpendo il comparto del commercio al dettaglio, sta portando alla chiusura di tantissimi negozi.  Tantissime imprese stanno cercando di trasformarsi ma non sempre è un compito facile semplice. Non tutti possono o ci riescono e per chi non riesce lascia esposto sulla saracinesca abbassata il cartello «vendesi, o chiuso per cessata affittasi». Oggi fare il negoziante sembra avere perso fascino ma soprattutto convenienza economica. La crisi purtroppo non lascia scampo. E purtroppo anche un famosissimo negozio di Cagliari, uno dei punti di riferimento per i giocattoli in città, abbassa le saracinesche dopo ben 28 anni di attività. Tra l’incredulità e la tristezza delle dipendenti e di tutti, pensiamo, i clienti. E non solo.

La dichiarazione che le tre dipendenti della città del sole hanno rilasciato su facebook

Di seguito riportiamo fedelmente la dichiarazione che le tre dipendenti, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, hanno rilasciato su facebook

<<Dopo 28 anni di attività, chiude la Città del Sole di Cagliari.
Siamo stati un punto di riferimento a Cagliari per tanti bambini, tante famiglie, tanti appassionati dei giochi di qualità. Tantissimi che venendo a trovarci hanno pensato che giocare fosse “una cosa seria”, un momento fondamentale nella crescita di un bambino e nella vita di un adulto. E che anche la scelta di un gioco si dovesse fare con l’aiuto di professionisti, di persone che hanno dedicato la vita all’approfondimento e allo studio di oggetti di grande valore educativo e formativo. Abbiamo fatto giocare due generazioni.

Ai tantissimi che acquistando alla Città del Sole in questi 28 anni hanno creduto in questi valori e nella competenza di chi li trasmetteva, dedico queste parole come un immenso ringraziamento. Il rapporto che lega un cliente ad un marchio è anche fatto di emozioni, di esperienze coinvolgenti legate a momenti importanti della vita. Quando finisce, è un dovere per chi l’ha vissuto salutare e dire grazie. E magari anche “scusateci”, se qualche volta non siamo stati all’altezza.

Non solo. Sento anche il dovere di raccontare perché e come siamo arrivati a questo epilogo triste. Senza segreti, senza nascondersi o vergognarsi. Un dovere verso chi per tanto tempo ha amato la Città del Sole ed è bello che sappia anche come un’avventura finisce. Un marchio ha anche il dovere di spiegare, ringraziare e salutare quando le cose non vanno più bene: è una parte importante nella moralità del commercio, come di tutte le cose.

Lo facciamo noi, Roberta Parisi, Sarah Paolucci e Simonetta Lai, dipendenti del negozio di Cagliari, perché sembra che la casa madre, il Gruppo Città del Sole nazionale, incredibilmente non senta questa esigenza e non voglia manifestare questo rispetto per i suoi clienti affezionati da tanti anni. Rispetto che a noi sembra irrinunciabile.
Attendevamo ieri la visita di un responsabile della catena per discutere dell’andamento del negozio, della crisi delle vendite perdurante, dei modi per affrontare il momento difficile. Tutte cose diventate purtroppo familiari a chi vive nel mondo del commercio, soprattutto in una città come Cagliari: non molto popolosa, non certo ricca, incastonata in un territorio che sembra in decadenza costante e inarrestabile.

Riceviamo invece la visita dell’intero board di comando dell’azienda, che dopo averci consegnato le lettere di rito ha semplicemente abbassato le serrande nel bel mezzo della giornata lavorativa, con clienti che avrebbero voluto entrare e poi cercavano di capire da dietro le serrande cosa mai fosse successo.

Questa situazione è ormai divenuta non più sostenibile e ci vediamo pertanto costretti ad adottare la soluzione più drastica consistente nella chiusura del negozio. Nel ringraziarLa per la collaborazione da Lei prestata all’azienda in questi anni, Le rinnoviamo i migliori saluti.”

Fine.

Pochi minuti per raccattare gli effetti personali lasciati in negozio (qualcosa dimenticata per la fretta e l’emozione), incredulità, lacrime, sconcerto.

Bastano queste poche righe di una lettera a rendere onore e giustizia ad un rapporto trentennale di collaborazione, di condivisione di valori, obiettivi e pratica quotidiana? Basta un semplice foglio volante affisso alla serranda con la scritta “chiuso per inventario straordinario” come spiegazione e saluto ai tanti clienti altrettanto trentennali della Città del Sole di Cagliari?

È in armonia questo colpo di mano della durata complessiva di pochi minuti con l’immagine che la Città del Sole ha sempre voluto dare di sé e della sua strategia aziendale? Equa e solidale nella scelta dei produttori, ecologica, eco-compatibile… e poi capace di chiudere un negozio storico senza mostrare la minima comprensione e interesse per il significato di questo gesto per la vita dei suoi dipendenti? Senza credere di dover provare tutte le strade prima di arrivare all’ultimo bivio? Senza sentirsi in dovere di preparare per tempo i propri dipendenti alla peggiore delle eventualità, perché anche loro possano avere il tempo di pensare a come riprogettarsi, a come affrontare un futuro incerto e minaccioso?

Ognuno dia la sua risposta. Ognuno che conosce la Città del Sole e la sua storia da quando è nata nel lontano 1972 per mano di Carlo Basso, dica la sua. Dica se questa procedura è coerente con la costruzione di una “brand reputation” moderna e consapevole – che non si costruisce con il mero rispetto delle procedure di legge.
Se invece che per un piccolo negozio del Centro di Cagliari, la stessa cosa, negli stessi identici modi, fosse successa per una fabbrica o una grande azienda con centinaia di dipendenti, tutto il Paese griderebbe allo scandalo ed esprimerebbe sdegno. Non si chiude un’azienda letteralmente in un’ora, senza che i dipendenti vengano informati con largo anticipo sulla possibilità che lo stato di crisi dell’azienda possa portare alla più drastica delle decisioni. Senza aver sperimentato prima altre soluzioni, anche insieme ai dipendenti consapevoli della situazione, consapevoli che certo la chiusura rientra fra le eventualità del commercio e della vita, ma che c’è un managament all’altezza che vuole provarle tutte prima di abbassare la serranda per sempre.

Questo è successo. Ancora adesso, il giorno dopo, tutto ha le sembianze di un film.

Ancora grazie a tutti voi. Sentiremo la vostra mancanza.>>

Chiude la Città del Sole, il famoso negozio per giocattoli di Cagliari che tutti conoscono
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A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook

agnellino sardo a pasqua
agnellino sardo a pasqua

15 Aprile 2017 – “Il giorno di Pasqua e Pasquetta scatta una foto al tuo arrosto di agnello di Sardegna Igp e pubblicala sulla pagina facebook Agnello di Sardegna. La foto che raccoglierà più like riceverà in premio un agnello messo in palio dal Consorzio di tutela“. “Mangiare carne di agnello non è solo una tradizione ma è anche un’abitudine virtuosa di chi mangia bene e sano. Non è un caso che faccia parte della dieta della longevità e che grazie anche a questo la Sardegna è la seconda regione nel mondo dopo si vive più a lungo dopo Okinawa”. “I nostri pastori rispettano il benessere animale, siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. Il modo tradizionale di brucare delle pecore – sottolinea Cualbu – aumenta notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all’uomo. Queste aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Ed infatti i pediatri consigliano l’omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati”. “Per questo a Pasqua, mangiate agnello sardo Igp – invita Contas – anche perché oltre a mangiare sano e dare un contributo all’economia sarda, si tutela l’ambiente, la tradizione e l’identità. Pubblicate le foto dei vostri arrosti nella pagina facebook Agnello di Sardegna con #noagnellonopasqua”

Sagra dell'agnello a Bidoni Sardegna
Sagra dell’agnello a Bidoni, Sardegna

Sono queste le parole e l’invito rivolto ai consumatori da Battista Cualbu dal Consiglio di amministrazione del Consorzio agnello di Sardegna Igp (Contas).

L’agnello è il simbolo della Pasqua ed e’ in questo periodo che viene macellato il 25% della produzione totale di agnelli in Sardegna e la quasi totalità è consumata in Italia: la carne d’agnello sarà servita quest’anno in una tavola su due nelle case, nei ristoranti e agriturismi.

L’iniziativa “A Pasqua mangia un Agnello” dopo che il Presidente della Camera Laura Boldrini ha adottato due agnellini

Laura Boldrini adotta due Agnelli
Laura Boldrini adotta due Agnelli

L’iniziativa del Consorzio agnello di Sardegna Igp arriva dopo che nei giorni scorsi la presidente della Camera Laura Boldrini ha “adottato a distanza” due pecorelle, “battezzandole” Gaia e Gioia. Il fatto ha suscitato molto clamore mediatico per il fatto che le due bestiole sono state portate a Montecitorio “scortate” da due volontarie dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), con tanto di pettorina blu, facendo trasparire le vedute “animaliste” della Boldrini. Ricordiamo che l’Enpa stop delle macellazioni in vista della Pasqua e che le dichiarazioni della Boldrini erano state queste: “Ho voluto – ha spiegato Boldrini – fare la mia parte in questa campagna di sensibilizzazione perché credo che il rispetto delle tradizioni non ci obbliga a uccidere altri esseri viventi”.

Camera: Boldrini 'adotta' due agnellini, no a sofferenze
Boldrini ‘adotta’ due agnellini. “no a sofferenze”, dice

A seguito di questo fatto. Fortunato Ladu, di professione pastore, si era mosso per chiedere un incontro con la Boldrini. Ladu – originario di Desulo, ma titolare di un’azienda nel Medio Campidano – ha chiamato il deputato Francesco Sanna, di cui è un amico-sostenitore, e gli ha chiesto di fare da tramite per un incontro con la presidente, per consegnarle a mano una sua lettera. Sanna non solo si è detto disponibile ma, condividendone le preoccupazioni, ha pubblicato il suo scambio di vedute con Ladu, e la lettera, sulla sua pagina Facebook. Questa di seguito la dichiarazione di Ladu:

“Gentile Presidente, tornare a casa con l’unico pensiero di rispondere anche a lei come ho già fatto con il signor Silvio Berlusconi non era il massimo delle mie aspirazioni, mi creda. Avevo in programma una bella doccia per lavarmi di dosso un po’ della puzza di pecora che ho addosso, ma a casa mia sono avvezzi a questo odore e dovranno sopportarmi”.

“È infatti grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose. Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che, proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, lei, dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore. Mai avrei pensato che una persona che riveste una delle cariche istituzionali più alte nell’ordinamento politico italiano, esaltasse le scelte di vita di una esigua categoria di persone a scapito di dodicimila aziende pastorali solo in Sardegna. Certamente saprà che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

“Si insegna agli italiani che la barbarie regna nell’animo dei pastori sardi perché mandano al macello, per vivere, per creare economia e indotto gli agnelli maschi allevati liberamente sotto la madre. Noi, qui, abbiamo provato a certificare una filiera che produce una carne con caratteristiche organolettiche fra le più pregiate al mondo. Allora meglio il tofu poi del latte prodotte dalle pecore sarde, visto che ci siamo. Qualcuno però dovrebbe ricordare che per far posto alle coltivazioni di soia trasgenica, in alcune nazioni, si sono annientate intere regioni di foresta pluviale per far posto a questo tipo di coltivazioni”.

“Mi scuso del disturbo che arreco a lei e alla sua carica istituzionale – è la conclusione -, ma vorrei attirare la sua attenzione sullo stato di vita dei nostri animali, i quali hanno ricoveri che li proteggono dalle intemperie, pascoli per chilometri, libertà da ogni sorta di costrizione, ma evidentemente non basta. Se si interrompesse il ciclo dell’allevamento finalizzato anche alla carne, in Sardegna bisognerebbe attrezzarsi per un futuro diverso, in quanto se vitelli, capretti e agnelli venissero destinati alla vita perenne, questi hanno bisogno di centri e spazi molto ingombranti. Forse non crederà alle mie parole di ‘assassino’. Ma voglio dirle che il giorno che si caricano gli agnelli da macello, non è mai un bel giorno per me, nelle cui orecchie risuona ancora il grido di mio padre in un mattatoio, tanti anni fa. Era rivolto a un macellaio che non usava forme consone di macellazione. Che dire: sono profondamente deluso e preoccupato per il futuro della mia terra che trova prese di posizione come queste seri ostacoli alla ripresa di un settore economico portante della nostra Regione. Mi piacerebbe raccontarle direttamente questo nostro lavoro”.

A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook
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La Sardegna anticipa la Stagione Balneare

14 Aprile 2017 – in Sardegna finalmente la stagione balnerare partira’ prima. Inafatti quest’anno, la stagione balnere iniziera’ il 15 Aprile 2017: questo consentirà agli operatori del settore balneare di poter sfruttare e offrire servizi in spiaggia anche durante il periodo pasquale e i successivi ponti del 25 aprile e 1 maggio.

Mare della Sardegna
Mare della Sardegna

L’ordinanza balneare 2017 e’ stata firmata dal Direttore Generale degli Enti Locali Antonella Giglio. 

Altre novita’ importanti da questo 2017:

  • la stagione estiva si concluderà il 31 ottobre;
  • e’ stata dichiarata come stagione balneare l’intero anno solare ed e’ stata “individuata” anche una stagione “mare d’inverno”.

Questo darà la possibilita’ di svolgere in modo continuativo una serie di attività sportive, culturali, ludiche, elioterapiche e di intrattenimento che potranno essere liberamente effettuate dai titolari di concessioni demaniali marittime, previa una semplice comunicazione.

Scopo dell’ordinanza e’ quello di estendere la stagione balneare in modo da poter far fronte:

  • da un lato alle richieste di turisti e Cagliaritani che richiedono servizi in spiaggia tutto l’anno: le condizioni del meteo infatti sono miti anche nei mesi considerati invernali (quest’anno ad esempio si sono registrate delle temperature anche di 10 gradi sopra la media);
  • dall’altro, come dichiarato dall’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu lo “Scopo dell’ordinanza, che accoglie le istanze degli operatori volte alla piena utilizzazione dei litorali anche nel periodo di bassa stagione è quello di fornire le condizioni ottimali per una stagione balneare lunga che offra servizi di qualità e consenta ai tanti operatori e concessionari di affinare ed accrescere l’offerta di servizi e creare occupazione diffusa e più duratura”.
Stabilimenti Balneari in Sardegna
Stabilimenti Balneari in Sardegna – Stagione Balneare Lunga iin questo 2017

Ai concessionari è fatto obbligo di osservare una serie di prescrizioni ed assicurare in primo luogo il servizio di salvamento. I Comuni potranno a loro volta individuare apposite zone di litorale nelle quali consentire l’accesso anche agli animali.

Fonte Ansa

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Cagliari: il Centro Storico sara’ un enorme Area Pedonale

Il centro storico di Cagliari sarà una enorme area pedonale. L’obiettivo? Rilanciare lo shopping in centro contro contro la grande distribuzione.

Piazza Costituzione a Cagliari. Vista sul Bastione Saint Remy
Piazza Costituzione a Cagliari

Cagliari, 13 Aprile2017 – Il centro storico di Cagliari, da piazza Garibaldi fino al Corso, divverrà una enorme area pedonale. Per rendere la città piu’ vivibile e soprattutto per rilanciare lo shopping. E’ questo l’obiettivo della Giunta Comunale e viene confermata anche dalle notizie dell’ultima ora secondo cui in PIazza Costituzione si elimineranno i pochi parcheggi esistenti per dar vita ad una nuova rotatoria.

Tutti a piedi nelle vie del Centro Storico per rilanciare lo shopping

Per rilanciare lo shopping del Centro Città e rendere al contempo più vivibile la città di Cagliari si vuole far camminare la gente, dalla nuova piazza Garibaldi passando per via Garibaldi, via Manno, piazza Costituzione, piazza Yenne e per tutto il Corso per riportare la gente nei negozi e battere anche la concorrenza della grande distribuzione e del web con gli e-commerce sempre più numerosi.

Via Manno a Cagliari, foto storica
Via Manno a Cagliari, foto storica

Via, dunque, tutte le macchine mentre i mezzi pubblici miglioreranno sia grazie alla nuova metropolitana in via Roma che ai bus del Ctm, sempre più moderni e puntuali, che stanno portando Cagliari a divenire un modello di trasporto moderno ed ecostostenibile in tutta l’Europa.

Mentre il National Geographic, proprio due giorni fa, definiva “Cagliari una città bellissima ma sottovalutata, da visitare subito“, tanti Cagliaritani sono ancora restii al cambiamento: in tanti infatti lamentano l’impossibilità di parcheggiare sotto casa e preferiscono dirigersi verso i centri commerciali, dove il parcheggio e le comodità sono garantiti.

Avrà ragione la giunta Zedda a scommettere su un futuro senz’auto? Molto probabilmente, se non sicuramente, si.

Ma servizi e parcheggi ci sono?

Il centro storico di Cagliari come grande area pedonale. Ma servizi e parcheggi ci sono?

Il futuro e’ il ritorno al passato: spazi liberi da auto, una citta’ libera, vivibile e vissuta al 100%.

Il Centro Storico come grande “Isola pedonale”. E’ un progetto ambizioso sotto il profilo culturale, sociale ed economico.

Quindi la scommessa della Giunta Zedda è sicuramente corretta e probabilmente vincente.

Ma il grande cambiamento che sta vivendo tutta Cagliari con una nuova viabilità e l’eliminazione di tantissimi parcheggi, e’ accompagnato da adeguati servizi e alternative di parcheggio?

Il piano urbanistico e infrastrutturale di un trasformazione così radicale e di impatto forte anche sotto l’aspetto emotivo e dei costumi di vita non solo dei singoli quartieri ma dell’intera Città dovrebbe essere necessariamente accompagnato e sostenuto da un piano dei servizi essenziali, quelli della salute e della mobilità in primo luogo.

Questo, purtroppo, oggi non appare ed è una pecca per una città moderna e Metropolitana come la citta’ di Cagliari.

Piazza San Giacomo, Quartiere Villanova a Cagliari Sardegna
Piazza San Giacomo, Quartiere Villanova a Cagliari

Bisognerebbe tenere a mente le esigenze del vivere quotidiano di tutta la comunità che non sono solo quelle dello shopping, del commercio e della movida. Se si vuol trasformare il Centro storico in una grande isola pedonale, in primo luogo bisogna dotarlo dei servizi essenziali, pubblici e privati, a garanzia di un corretto vivere civile.

La mancanza principale, evidenziata da tantissimi cittadini durante questo processo di trasformazione del centro storico di Cagliari, è l’assenza di una sostituzione adeguata dei parcheggi eliminati. Soprattutto nel quartiere di Villanova dove, ormai, praticamente tutte le vie sono pedonali.

Ad ogni modo è pur vero che ogni processo di trasformazione comporta degli inevitabili disagi. Ma siamo convinti che la Giunta Comunale darà le risposte e le soluzioni che i cittadini cercano. E siamo sicuri che da qui a non poco i vantaggi di una città pedonale saranno evidenti e per tutti.

 

Cagliari: il Centro Storico sara’ un enorme Area Pedonale
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Gastronomia della Sardegna: un pasto tipico della Cucina Sarda

Le caratteristiche principali della gastronomia sarda sono sapori schietti, aromi forti e prodotti genuini.

Piatti di tradizione millenaria legati al mare ma soprattutto al mondo agro-pastorale.

Le ricette tipiche evidenziano in molti casi l’accoglienza di tradizioni culinarie di antichi invasori e di più recenti presenze dominatrici o ospiti, come i catalani ad Alghero o i tabarchini-pegliesi di Carloforte.

Certo è che in un pranzo tipico sardo rappresenta un vero e proprio attentato alla linea ed è facilissimo superare le calorie consentite in un regime alimentare bilanciato! Ma considerando la soddisfazione a fine pasto come si fa a rinunciare?

Piatti tipici della Cucina Tipica Sarda per gli amanti della carne

Partiamo dagli antipasti e i primi: cosa ne dite di iniziare con cibi tipici del Sulcis e della Barbagia, come salsiccia stagionata di maiale o di cinghiale accompagnata con pecorino stagionato e il pane guttiau, che altro non è che un tipo particolare di pane carasau con olio e sale?

Si potrebbe poi continuare con primi piatti come la fregola di carne o i malloreddus con sugo di cinghiale e abbondante pecorino tipico del cagliaritano oppure ancora con dei culurgiones con ripieno di formaggio o patate tipici dell’Ogliastra.

Potrebbe anche arrivare la rinomata zuppa gallurese a base di pane e formaggio. Solo a pensarci, la salivazione aumenta!

Ottimi i secondi di carne arrosto o allo spiedo come porcetti, agnelli e capretti, tipici delle zone interne dell’isola dove la pastorizia è l’attività principale, oppure la pecora o il capretto bollito, diffuso invece in Gallura.

A Sassari potresti anche avventurarti ad assaggiare le lumache, cucinate in modi differenti. Il tutto rigorosamente innaffiato da ottimo vino sardo corposo d’annata: il Cannonau di Dorgali o di Oliena, il Monica di Sardegna o il Nepente di Oliena solo per fare qualche esempio.

Amate i piatti di mare e volete gustare piatti tipici della Cucina Sarda?

Se invece amate i piatti di mare, l’antipasto per eccellenza da scegliere è la bottarga (definita come “il caviale sardo”), uova di tonno o di muggine schiacciate, cosparse di sale e essiccate.

Fregola ai frutti di mare, Sardegna
Fregola ai frutti di mare, Sardegna

Come primo una fregola servita con un brodo a base di arselle detta fregula cun cocciula. Oppure perché non assaggiare ottime aragoste da mangiare come secondo o da abbinare a un primo di pasta lunga, magari con i ricci di mare? I ricci di mare sono un piatto tipico soprattutto del cagliaritano. Assaporateli accompagnati da un vino Torbato bianco, fresco al punto giusto.

Frutta e dolci della Cucina Tipica Sarda

Seadas, dolce tipico della Sardegna
Sebadas, dolce tipico della Sardegna

La frutta è rigorosamente di stagione e si mangia per rinfrescare un po’ lo stomaco, mentre il caffè serve per svegliare chi si sente appesantito o chi inizia a subire l’effetto del vino bevuto! Ultime pietanze, in un pasto tipico della Sardegna, alle quali non si può dire di no, sono i diversi tipi di dolci con mandorle e sapa che concludono il pasto insieme a ricottelle o formaggelle o pardule e, magari una bella sebadas:

Pardula, Dolce tipicp della Sardegna con ricotta e zafferano
Pardula, Dolce Sardo con ricotta e zafferano

una sorta di grosso raviolone ripieno di formaggio fuso aromatizzato con scorza di limone, fritto e servito con zucchero o miele.

Liquori e digestivi tipi sardi

Mentre si mangiano i dolci sarebbe un peccato non assaggiare un bicchierino di Malvasia: vino bianco da dessert considerato tra i migliori di tutta l’Italia.

Alla fine un digestivo è d’obbligo e qui la scelta, come del resto in tutto il pasto, è ampia: crema di limone o limoncino, mirto bianco o rosso o se proprio volete digerire in fretta, un bel bicchierino del famosissimo filu’e ferru!

Ovviamente questo non rappresente un normale pasto quotidiano ma in Sardegna ogni occasione è buona per organizzare pranzi o cene dove la gioia maggiore è quella di stare in compagnia e di godere di pietanze che durante l’anno non si ha il tempo e forse nemmeno la voglia di preparare.

Per questo un buon agriturismo a conduzione familiare, dove si ha un maggior numero di possibilità di mangiare cibi sani e cotti secondo buona tradizione, è la prima tappa di un viaggio in Sardegna,

Sono innumerevoli anche i ristoranti con menù tipico sardo. Da non sottovalutare è anche l’accoglienza questo tipo di locali riservano e l’atmosfera che si respira… difficile da descrivere, bisogna provarla!

Gastronomia della Sardegna: un pasto tipico della Cucina Sarda
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Giro d’Italia 2017 in Sardegna, Aru non sara’ presente per via di un infortunio: “Che dolore, sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla mia Sardegna”

10 Aprile 2017 – Alla fine si è arreso all’incredibile sfortuna di questi tempi: Fabio Aru non parteciperà al Giro d’Italia2017, Il Giro del Centenario.

Fabio Aru Ciclismo Sardegna Giro d'Italia 2017
Fabio Aru, ciclista sardo non partecipera’ al Giro d’Italia 2017

“Che dolore. Mi dispiace tanto, sono davvero deluso per quanto accaduto. Sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla Sardegna e mi stavo preparando da mesi per quest’appuntamento. Purtroppo, si è verificato un incidente e i medici non mi permettono di essere al via in condizioni sufficienti. Anche se con grande rammarico, sono costretto a rinunciare alla partecipazione alla corsa rosa”. Queste le parole del sardo Fabio Aru, campione di ciclismo,  che è caduto con la bici pochi giorni fa, battendo e riportando un problema al ginocchio sinistro: per lui schiacciamento della cartilagine e terapie a base di ultrasuoni. Il capitano dell’Astana è stato visitato alla Clinica Columbus di Milano dal professor Franco Combi, ex medico di Inter e Juve e ora responsabile dello staff sanitario del Sassuolo, che gli ha imposto 10 giorni di stop assoluto per sottoporsi alle terapie a base di ultrasuoni. A 25 giorni dal via uno stop che ha provocato la dolorosissima rinuncia.

L’infortunio di Aru prima del Giro d’Italia 2017

Per l’esattezza la diagnosi è quella di uno schiacciamento della cartilagine del ginocchio sinistro, rimediato nella caduta a Sierra Nevada. L’atleta sardo, il prossimo 20 aprile sarà di nuovo visitato. Ma intanto, dopo un consulto con il team manager Alexandre Vinokourov, è arrivata la decisione di ufficializzare già il no al Giro: i tempi erano troppo stretti per pensare di potersi presentare ad un buon livello al via. Aru, re della Vuelta 2015, al Giro d’Italia era arrivato terzo nel 2014 e secondo nel 2015.

Svanisce il sogno della Sardegne di Vedere un sardo al Giro 2017

Svanisce cosi’ il sogno dei sardi e della Sardegna di vedere un sardo alla corsa ciclistica piu’ importante d’Italia: Aru dovrà rimanere fermo per 10 giorni rinunciando cosi’ al Giro senza prendere dunque parte alla partenza di Alghero il prossimo 5 maggio 2017.

Il Giro d’Italia 2017: Inizio in Sardegna il 5 maggio 2017

Giro d'Italia 2017 in Sardegna
Giro d’Italia 2017 in Sardegna

Il Giro d’Italia è la competizione ciclistica piu’ importante dell’Italia e, insieme al Tour De France e alla Vuelta De España è uno dei tre tour ciclistici a tappe piu’ importanti del mondo.

Il Giro d’Italia viene chiamato anche Corsa Rosa perche’ fu organizzato per la prima volta, nel lontano 1909, dalla Gazzetta Dello Sport, il cui colore è per l’appunto il rosa. Il corridore in testa alla classifica generale, indossa una maglia di colore rosa.

In questo 2017, il Giro d’Italia, che coincide con la centesima edizione del giro, tornera’ e iniziera’ in Sardegna: erano dieci anni che la Sardegna non ospitava questa competizione ciclistica!

Qua di seguito riportiamo il programma delle prime tre tappe del Giro d’Italia 2017 che, come detto in precedenza, coincidono con le tre tappe che si svolgeranno in Sardegna:

Prima Tappa del Giro d’Italia 2017 – Venerdi 5 Maggio 2017: Alghero – Olbia

La prima tappa inizia nella ridente e rilassata città di Alghero, spingendosi poi verso il bellissimo borgo di Castelsardo e percorrendo i paesaggi mozzafiato della costa nord, per poi salire verso San Pantaleo e scendere poi rapidamente verso Olbia, coprendo un totale di 203 km circa

Seconda Tappa del Giro d’Italia 2017 – Sabato 6 Maggio 2017: Olbia – Tortolì

In questa che si dovrebbe essere la tappa piu’ faticosa tra le 3, lunga 208 km circa, i ciclisti passeranno per una zona abbastanza montagnosa e difficile, addentrandosi verso Nuoro e la Strada Statale 125, famosa per i suoi panorami e tornanti, per poi passare per Santa Maria Navarrese, terminando poi nella cittadina di Tortolì.

Terza Tappa del Giro d’Italia 2017 – Domenica 7 Maggio 2017: Tortolì – Cagliari
Giro D'Italia 2017 Ciglismo Sardegna
Giro d’Italia 2017 in Sardegna

In questa ultima giornata il tragitto è piu’ breve, ma assolutamente non meno impegnativo.

Il Giro riprende da Tortoli’ per poi andare ad immettersi nuovamente nella SS 125, andando verso la costa e raggiungendo la bellissima e turistica Villasimius; procedendo poi verso Cagliari dove queste tre giornate di serrata competizione termineranno, decretando un vincitore per la Tappa Sarda della Corsa Rosa.

Seguira’ poi un giorno di riposo e la competizione si spostera’ nell’altrettanto bellissima Sicilia.

Nulla possiamo aggiungere, solo augurare al migliore la vittoria

Buon Giro d’Italia a tutti!

Giro d’Italia 2017 in Sardegna, Aru non sara’ presente per via di un infortunio: “Che dolore, sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla mia Sardegna”
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Sardegna al Vinitaly: 71 cantine isolane a Verona per la 51esima edizione del Vinitaly

10 Aprile 2017 – La Sardegna vinicola si mette in mostra a Verona alla 51 esima edizione del Vinitaly: 4 giorni per conquistare i palati più esigenti.

Sardegna Vinitaly 2017
Sardegna Vinitaly 2017

Ieri, 9 Aprile 2017, alla prima giornata della cinquantunesima edizione del Vinitaly, la Sardegna tra le protagoniste.

Ricordiamo che il Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, e’ la rassegna enologica più importante al mondo che raccoglie oltre 4200 espositori, 50 mila operatori stranieri di 140 nazioni e oltre 130 mila visitatori attesi in questa 4 giorni di fiera.
La Sardegna enologica è presente:
  • al padiglione 8 degli spazi di Veronafiere con 71 cantine inserite nello stand istituzionale,
  • in diverse zone con altre 27 aziende esterne alla Collettiva regionale.
Lo stand del padiglione 8 è stato rinnovato nello stile e nel racconto che accompagna i visitatori lungo la tradizione vitivinicola isolana ha accolto le esposizioni di “Sardegna isola inebriante. Aromi, storia e natura. Un viaggio alla scoperta dei vini e dei produttori sardi”.
Vinitaly 2017 le cantine della sardegna al vinitaly 2017
La Sardegna al Vinitaly 2017

“La Sardegna sta investendo molto nel settore vitivinicolo perché ci crede, perché l’agricoltura deve tornare al centro dell’agenda dell’attività politica ed essere un settore trainante della nostra Regione. Vinitaly è una occasione importantissima per presentare al mondo i nostri vini e tutte le aziende, che hanno dato disponibilità, sono oggi presenti a Verona”, dice l’assessore regionale dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria.

Cantina di Tempio al Vinitaly 2017
Cantina di Tempio al Vinitaly 2017

L’assessore Caria, dopo un briefing con la stampa estera, ha invitato i presenti a prendere contatto con gli imprenditori sardi e a degustare i vini che raccontano l’Isola della qualità della vita, l’Isola dei Centenari: dal Cannonau al Carignano, dal Vermentino alla Vernaccia e al Bovale, passando per il Nuragus, la Malvasia e il Moscato. Spazio anche alla consegna del “Premio Angelo Betti” con la Medaglia Cangrande 2017 all’imprenditrice olbiese Daniela Pinna, titolare delle Tenute Olbios e presidente del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura, l’unica DOCG della Sardegna.

Di seguito l’elenco omlpleto di tutte le cantine sarde che partecipano al Vinitaly 2017:

  1. Corda Antonella Azienda Agricola Serdiana;
  2. Tenuta Asinara – Marritza (Sorso);
  3. Cantine di Dolianova;
  4. Argiolas – Serdiana;
  5. Capichera – Arzachena;
  6. Ferruccio Deiana – Settimo San Pietro;
  7. Melis Azienda Agricola – Terralba;
  8. Cantina Giampietro Puggioni – Mamoiada;
  9. Mesa – Sant’ Anna Arresi; C
  10. antina Santa Maria La Palma – Alghero;
  11. Vitivinicola Antichi Poderi – Jerzu;
  12. Surrau – Arzachena;
  13. Siddura – Luogosanto;
  14. Pala – Serdiana;
  15. Audarya di E.P. – Serdiana;
  16. Cherchi Giovanni Maria Azienda Vinicola – Usini;
  17. Argei Le Fattorie Renolia – Gergei;
  18. Locci Zuddas Antonio – Monserrato;
  19. Contini – Cabras;
  20. Cantina Del Mandrolisai – Sorgono;
  21. Andrea Ledda – Bonnanaro;
  22. Azienda Agricola Tondini – Calangianus;
  23. Agricola Punica – Santadi.
  24. Sedilesu Giuseppe Società Agricola – Mamoiada;
  25. Mora&Memo – Serdiana;
  26. Vike Vike – Mamoiada;
  27. Atea Ruta Poderi – Dorgali;
  28. Donna Adelasia – Olbia;
  29. Azienda Agricola Montespada – Trinità D’Agultu e Vignola;
  30. Azienda Vitivinicola Chessa – Usini;
  31. Bresca Dorada – Muravera;
  32. Cantina Del Bovale – Terralba;
  33. Cantina Del Vermentino – Monti;
  34. Cantina Delle Vigne di Piero Mancini – Olbia;
  35. Cantina di Calasetta;
  36. Cantina di Quartu;
  37. Cantina Gallura – Olbia;
  38. Cantina Giba;
  39. Cantina Il Nuraghe – Oristano;
  40. Cantina Li Duni – Olbia;
  41. Cantina Li Seddi di Stangoni Monica – Olbia;
  42. Cantina Pedres – Olbia;
  43. Cantina Santadi;
  44. Cantina Sociale della Vernaccia – Oristano;
  45. Cantina Sociale di Monserrato;
  46. Cantina Sociale Dorgali;
  47. Cantina Sociale Ogliastra;
  48. Cantina Tani – Olbia;
  49. Cantina Trexenta – Cagliari;
  50. Cantine di Dolianova;
  51. Cantine Sardus Pater – Carbonia;
  52. Carpante Azienda Agricola – Sassari;
  53. Colle Nivera – Nuoro;
  54. Consorzio San Michele – Olbia;
  55. Deaddis Giovanni Luigi Azienda Agricola – Sassari;
  56. Fradiles Vitivinicola – Nuoro;
  57. Fratelli Rau di Rau Giovanni Mario – Sassari;
  58. Gabbas Giuseppe Azienda Agricola – Nuoro;
  59. Lucrezio R. distilleria – Berchidda;
  60. Meloni Vini – Selargius;
  61. Poderi Parpinello – Sassari;
  62. Rigàtteri – Alghero;
  63. Silvio Carta – Zeddiani.
  64. Un Mare di Vino di Sini Gioacchino – Olbia Tempio;
  65. Soletta Tenute – Tissi;
  66. Su ‘Entu Cantine – Sanluri;
  67. Tenute Gregu di Gregu Raffaele – Olbia Tempio;
  68. Tenute Olbios – Olbia Tempio;
  69. Vigne Deriu – Sassari;
  70. Vitivinicola Alberto Loi – Cagliari;
  71. Tenute Sella & Mosca – Alghero; Cantina Oliena;
  72. Cantina Giuseppe Sedilesu – Mamoiada;
  73. Olianas – Gergei;
  74. Cantina Castiadas;
  75. Nuraghe Crabioni – Sassari;
  76. Bastiano Ligios – Sassari;
  77. Parco di Castiadas – Cagliari;
  78. Distillerie Lussurgesi – Santu Lussurgiu;
  79. Tenute Carlo Pili – Cagliari;
  80. Tanca Gioia Carloforte;
  81. Quartomoro di Sardegna – Arborea;
  82. Viticoltori Della Romangia – Sassari;
  83. Binzamanna – Martis;
  84. Pedra Majore – Monti;
  85. Cantine Mastio – Nuoro;
  86. Tenute Delogu – Sassari;
  87. Cantina Castiglia Sassari;
  88. Cantina Arvisionadu – Benetutti;
  89. Liquoreria Collu – Cagliari;
  90. Bingiateris – Nuoro;
  91. Vini Mura – Olbia Tempio;
  92. Accademia Olearia-Tenute Fois – Alghero;
  93. Tenute Smeralda di Cocco Francesca – Cagliari;
  94. Mulleri – Cagliari;
  95. Tenuta Muscazega – Luras;
  96. Tenute Dettori Società Agricola Semplice – Sassari;
  97. Vi.Te. Vignaioli & Territori – Sassari;
  98. Contini – Azienda Vinicola Attilio Contini – Oristano;
  99. Cantina Del Giogantinu – Berchidda.
Sardegna al Vinitaly: 71 cantine isolane a Verona per la 51esima edizione del Vinitaly
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Caldo Fuori Stagione: in Sardegna Temperature fino a 10°C sopra le medie

10 Aprile 2017 – Dall’unica vera ondata di freddo invernale della Sardegna che si è conclusa a metà gennaio, le temperature in tutta la Sardegna sono ben sopra oltre le medie stagionali.

Mare in Sardegna nel mese di Aprile
Mare in Sardegna ad Aprile

Questo caldo fuori stagione si è confermato anche anche in questo inizio di Aprile. Nei giorni scorsi si sono registrati valori di circa 5 – 10 gradi centigradi piu’ alti rispetto alle temperature normali che, in questo periodo, dovrebbero oscillare, durante il giorno, tra i 12 / 13°C in montagna e 18°C / 19°C delle localita’ costieri e pianeggianti.

I dati pubblicati ieri, 9 Aprile 2017, dal Servizio Arpas della Sardegna hanno registrato come citta’ più calda Ozieri, con 25,7°C, seguita da Ottana, con 25,4°C. Meritevoli di segnalazione anche i:

  • 25°C di Dorgali e Chiaramonti,
  • 24,9°C di Orani,
  • 24,6°C di Olmedo,
  • 24,5°C di Sanluri e Usini,
  • 24,4°C di Oristano, i 24,3°C di Sorso e Nuraminis,
  • 23,9°C di Ballao, Uta e Senorbì,
  • 23,8°C di Vallermosa e Sedilo,
  • 23,7°C di Nuoro, Santadi e Villasor,
  • 23,4°C di Oliena e Carbonia.

Questa situazione di caldo oltre le temperature stagionali si manterrà invariata almeno fino a metà della prossima settimana per via di un campo di alta pressione su tutto il Mediterraneo che terrà lontane le perturbazioni.

Caldo Fuori Stagione: in Sardegna Temperature fino a 10°C sopra le medie
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A Villacidro Nasce la Stazione di servizio Metano Elettrica

Il gruppo Isa investe 3 milioni di euro a Villacidro per la prima stazione di servizio Metano – Elettrica in Sardegna

Cagliari 9 Aprile 2017 – Il Gruppo Isa ha deciso di puntare sul servizio metano elettrico. Infatti investirà 3 milioni di euro per la realizzazione della prima stazione di servizio Merano – Elettrica.

I lavori per questa stazione, che sorgerà a Villacidro in Sardegna, partiranno il 18 aprile 2017 quando verrà aperto il cantiere.

Questa area di servizio polifunzionale metano-elettrica sarà la prima della Sardegna e la prima a livello nazionale sull’applicazione della nuova direttiva europea Dafi, che punta a sviluppare la mobilità con combustibili alternativi come il metano e il gpl.

All’interno di questa moderna stazione di servizio, che sorgerà sulla strada provinciale 61 che collega San Gavino con Villacidro, all’altezza del Consorzio industriale saranno installate colonnine a Gnc (gas metano compresso per auto e autocarri), un dispenser a Gnl (gas naturale liquido) per truck e bus privati e pubblici, alcune postazioni per le auto elettriche oltre alle tradizionali pompe di benzina e gasolio.

L’iniziativa è del gruppo Isa di Villacidro, che sta investendo tre milioni di euro, mentre la progettazione è affidata al gruppo Comit, che ha previsto “l’installazione di cisterne criogeniche da 60 metri cubi di metano che potrebbero alimentare 220 autocarri e circa 500 automobili”.

“Oltre ad adeguare il parco mezzi, il gruppo Isa intende realizzare attorno alla stazione di servizio anche un complesso ricettivo e turistico (albergo-ristoprante) tutto alimentato a metano”.

Il termine dei lavori per completare la stazione è previsto tra sei mesi, intorno a metà  Ottobre 2017.

Il Gruppo Isa ipotezzi l’apertura di una prossima stazione anche in località Alghero.

Nel frattempo l’associazione Gnl Sardegna ha presentato il progetto “Blue Vector” che prevede la sostituzione, sia per l’industria che per i trasporti, degli attuali combustibili petroliferi con il Gnl. L’idea di “Blue Vector” è quella di spingere affinché vengano realizzate altre quattro stazioni di rifornimento a metano, oltre a quella di Villacidro,  anche a Olbia, Nuoro, Oristano e Cagliari.

Fonte: Ansa

A Villacidro Nasce la Stazione di servizio Metano Elettrica
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Orosei e le sue spiagge e oasi naturalistiche

Sardegna, Golfo di Orosei
Sardegna, Golfo di Orosei

Orosei, pittoresco paese agricolo e balneare di circa 5000 abitanti, situato nel golfo cui dà il nome è caratterizzato da attrattive turistiche e naturalistiche tra cui le seguenti oasi naturalistiche e bellissime spiagge:

  • Marina di Orosei,
  • Osalla,
  • Cala Liberotto,
  • Cala Ginepro,
  • Sa Curcuricca e l’oasi di Bidderosa, incredibile esempio di macchia mediterranea secolare,
  • su Barone con quasi 6 Km di litorale protetti da una pineta dispensatrice di ombra e fragranze uniche,
  • Cala Luna, con le sue grotte, un tempo rifugio di pirati,
  • la grotta del Bue Marino ospitante la foca monaca,
  • Cala Sisine e Cala Mariolu.

Inoltre vi sono alcuni stagni popolati da un’avi-fauna palustre di gabbiani, aironi cenerini, folaghe, cormorani, falchi pescatori, germani reali e splendidi fenicotteri rosa.

Un po di storia su Orosei

Orosei, porto strategico del passato, ebbe nei secoli passati rapporti commerciali con i Pisani, come testimonia lo stile delle sue chiese.

Sardegna Golfo di Orosei
Sardegna Golfo di Orosei

Da via Satta si giunge alla chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV-XV secolo) che conserva al suo interno pregevoli affreschi.

In piazza del Popolo la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore i cui festeggiamenti si svolgono intorno al 20 luglio.

La città mantiene nel centro storico il fascino dell’antico che resiste al tempo. La sua storia si conserva ancora oggi tra le viuzze interne, le case rurali, i palazzi signorili, le diverse chiese e santuari come la torre pisana nonchè vecchia prigione e i numerosi resti della civiltà nuragica sparsi nel territorio.

Durante l’anno si può partecipare a diverse manifestazioni folcloristiche e culturali, feste caratteristiche e sagre paesane.

Orosei e le sue spiagge e oasi naturalistiche
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Oliena e Orosei in Provincia di Nuoro

Oliena si trova su un’ampia vallata caratterizzata da intense coltivazioni di uliveti, mandorleti, e vigneti.

Importante centro agricolo pastorale, è famosa per la coltivazione della vite che, già in passato, dava vini pregiati come quello dell’Oliena.

E’ uno dei paesi più tipici del nuorese con una delle varietà più originali di costumi, gioielli e dolci.

Oliena: tipicita’ del nuorese

Particolarmente sentita la processione pasquale de S’Incontru.

Suggestivo e maestoso il parco nazionale del Gennargentu, con i suoi lecci e sughere gigantesche, gli oleandri, i ginepri, i corbezzoli, i tassi secolari.

Oliena, Vestiti Tipici Sardi
Oliena, Vestiti Tipici Sardi

Oliena, esprime molto bene il mondo culturale del territorio nuorese. Conserva ancora nelle sue strette e tortuose strade molte case tradizionali dipinte di calce, con piccole corti, scalette interne, pergolati, le stanze dipinte a colori vivaci, i fumaioli dalle fogge più varie.

Numerosi gli edifici religiosi, tra i quali va ricordata l’ex parrocchiale di Santa Maria, la chiesa di Santa Croce.

Particolarmente famosi il Collegio dei Gesuiti e chiesa di S. Ignazio da Lodola.

Oliena, I riti della Settimana Santa
Oliena, I riti della Settimana Santa

La strada provinciale per Dorgali conduce alla sorgente di Su Gologone che, con una portata di 300 litri d’acqua al secondo, alimenta il fiume Cedrino.

Proseguendo per la valle di Lanaittu, di fronte alla grotta di Sa Oche (la voce), si trovano una tomba di gigante e, poco lontano, i resti del villaggio nuragico di Sa Sedda ‘e Sos Carros. A sud la grotta di Corbeddu, dove sono stati rinvenuti importanti materiali paleontologici.

Orosei

Orosei, situato tra il mare e le falde del monte Tuttavista, al margine della pianura alluvionale creata dalla foce del fiume Cedrino, è circondato da coltivazioni di oliveti e frutteti.

Sardegna Golfo di Orosei
Sardegna Golfo di Orosei

Il territorio è ricco di insediamenti nuragici, e vi sono tracce della presenza romana. Porto strategico per i traffici commerciali con la penisola, l’architettura delle sue chiese testimonia dei rapporti particolarmente stretti con i Pisani.

Il centro di Orosei

Dalla strada statale 125 si entra nella via Satta sulla cui sinistra troviamo la torre di S. Antonio, del XIV sec., e la chiesa di San Antonio Abate, il cui santo si festeggia il 16 gennaio.

Sardegna, Golfo di Orosei
Sardegna, Golfo di Orosei

Intorno alla chiesa, le “cumbessìas”, tipiche costruzioni che ospitavano poveri e pellegrini.

Da S. Antonio si giunge alla piazza del Popolo, in cui sorge la chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore, il cui santo si festeggia dal 23 al 25 luglio.

Tra gli edifici sacri da visitare segnaliamo:

  • il tempio medievale intitolato a S. Gavino, costruito in pietra basaltica,
  • San Sebastiano, situato nel rione più antico del paese.
Il mare di Orosei
Golfo di Orosei, Sardegna
Golfo di Orosei, Sardegna

Uscendo dal paese, dalla strada statale 125 si arriva alla spiaggia Marina di Orosei.

Dalla periferia, andando verso Dorgali, si accede alla bellissima spiaggia di Osalla.

A nord, per la S.S. 125, si va alle spiagge di Fuil ‘e Mare, Sas Linnas Siccas, e ai villaggi di Cala Liberotto e Cala Ginepro.

Nel golfo di Orosei si ammirano i più antichi paesaggi scolpiti nel granito messo a nudo dall’erosione dei millenni che ne ha consumato la parte cristallina e calcarea, sul golfo, nel massiccio del Gennargentu e nel vicino Supramonte.

Da Cala Gonone, piccolo centro di pescatori di origine ponzese, si raggiunge la Grotta del Bue Marino, habitat naturale delle foca monaca.

Da Cala Gonone, in direzione di Orosei, all’altezza del bivio per Galtellì, la chiesa campestre di Su Babbu Mannu, del 1622, e la grotta di Ispinigoli, che si sviluppa per 10 Km.

Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna
Golfo di Orosei, Costa Est della Sardegna

Centri balneari rinomati per le splendide spiagge e il colore azzurro verde del mare cristallino sono:

  • Cala Luna, accanto allo stagno creato dal Rio Codula de Ilune, in una gola di eccezionale interesse paesaggistico,
  • Cala Sisine,
  • Cala Mariolu.

Risalendo la costa verso nord si incontra la spiaggia di Berchidda, Capo Comino, Santa Lucia. Qui spicca la Torre di S. Lucia, del XVII sec., costruita con mattoni e pietra basaltica scura, con l’omonima chiesa e una lussureggiante pineta.

Oliena e Orosei in Provincia di Nuoro
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Sorso e Castelsardo

La cittadina di Sorso

Sorso Monumento ai Caduti di Tutte le guerre
Sorso Monumento ai Cadut

Affacciata sul Golfo dell’Asinara, la cittadina di Sorso conserva nella parte più antica, la suddivisione in corti, tipica dei centri storici toscani, e le costruzioni in materiale calcareo/tufaceo.

Situata nell’Anglona, tra la Nurra e il Logudoro, Sorso e il suo territorio recano le tracce di insediamenti umani che risalgono al Neolitico:

  • la necropoli dell’Abbiu, con sei tombe ipogeiche;
  • il recinto megalitico di Monte Cao;
  • il santuario Nuragico di Serra Niedda, sulla strada che da Sorso porta a Castelsardo.
Sorso Chiesa della Vergine D'Itria
Sorso Chiesa della Vergine D’Itria

Documentata anche la presenza romana, si segnala in Località Santa Filitica, presso il Rio Pedras de Fogu, una villa romana del I sec. d.c.

In località Marritza, sulla costa, è stata rinvenuta una nave romana, datata tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec. d.c.

Romangia, da Romandia ovvero curatoria, è il toponimo che ancora indica la zona attorno alla città. Questa, dapprima fu annessa alla corona di Aragona, poi, concessa in feudo, nel 1411, da Re Alfonso d’Aragona alla famiglia Gambella. E’ ancora visibile, nella via Umberto, lo stemma di famiglia, murato nella facciata della cosidetta “ casa di Rosa Gambella”, andata in sposa al Viceré di Sardegna, Ximen Perez Escriva De Romani -. Nel 1689 il Barone Pietro Amat Marchese di San Filippo sposa Donna Vittoria Gambella, legando così le vicende dinastiche delle due famiglie e quelle della Romangia, che passò infine ai Savoia, nel 1718, insieme al resto dell’isola.

Sorso, Sardegna
Sorso, Sardegna

Sorso, centro di produzione agricola (ulivi, vite, frutti, ortaggi), esprime anche nella sua parlata – una miscela di sardo e spagnolo, ricca di influenze pisane – l’importante ruolo avuto negli scambi commerciali con la penisola, e nei contatti con Genova (sec. XI – XIII.).

Tra i suoi monumenti, la Chiesa della Madonna d’Itria (XII sec.), il palazzo baronale, la chiesa di San Pantaleo, la chiesa di Santa Croce (XVI sec.). Fuori dall’abitato, sulla strada che porta alla Marina di Sorso, la chiesa della Madonna “Noli Me Tollere” (non portarmi via ) al suo interno, un simulacro della Madonna rappresentata in una posizione insolita: con le braccia lungo il corpo e il bambino appoggiato sul fianco sinistro. Alla Madonna del Noli Me Tollere è dedicata una piccola cappella, posta tra il paese e il mare, dove secondo la tradizione, è stata trovata la statua della Madonna (si festeggia il 26 maggio). La costa è caratterizzata da spiagge bellissime e il colore del mare varia dall’azzurro profondo al verde smeraldo. Proseguendo lungo la litoranea, dopo le spiagge di Marina di Sorso e Lu Bagnu (così definita da un’antica fonte salutare) si giunge a Castelsardo, che sorge su un promontorio a picco sul mare.

Castelsardo

Castelsardo, Sardegna
Castelsardo, Sardegna

Fondato dai Doria nel 1102 col nome di Castelgenovese, Castelsardo fu conquistato nel 1448 dagli Aragonesi che ne mutarono il nome in Castell’Aragonese, infine, nel 1769, entrò a far parte del Regno di Sardegna, ricevendo la denominazione attuale.

Il centro storico di Castelsardo, sulla rocca, conserva intatto il primitivo fascino con le viuzze ripide e strette, le lunghe scalinate e gli scuri archivolti, sullo sfondo, l’azzurro del mare, intenso. Sulla sommità della rocca, i resti del castello medievale (sec. XII – XIV): la torre, una porta e alcune stanze con pilastro centrale e volte a crociera.

Sardegna, Castelsardo
Sardegna, Castelsardo

Nella via Mazzini, la Casa Comunale in stile gotico; proseguendo il Seminario (1760) con un piccolo campanile a vela; la chiesa del Purgatorio e la cattedrale di San Antonio Abate. Questa, costruita nel cinquecento sull’impianto della chiesa romanica di S. Antonio, che fu priorato benedettino, conserva al suo interno pregevoli statue lignee e un polittico del c.d. Maestro di Castelsardo. Accanto alla cattedrale di San Antonio Abate, il campanile in trachite con cupola maiolicata.

Magnifico il panorama che si scorge dalla chiesa, la quale, proiettata sul mare, “pare stia per salpare”, come dice un poeta italiano che descrive le chiese liguri sul mare. Al centro del paese la chiesa di S. Maria delle Grazie, costruita in epoca medievale e trasformata nel seicento; al suo interno il trecentesco crocifisso del Cristo Nero.

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Castel Sardo in Sardegna
Castelsardo in Sardegna

a qui parte, il lunedì della settimana santa, la processione del Lunissanti, una cerimonia introdotta nel 1200 dai monaci benedettini dell’abbazia di Nostra Signora di Tergu. Ricca di significati simbolici, essa mantiene la grandiosità di un tempo. Dalla chiesa di S. Antonio, infine, si scene al belvedere dei Bastioni Spagnoli, restaurati nel XVIII sec. dai Savoia, lungo le mura, la torre che proteggeva la porta a mare.

Dopo Castelsardo, si giunge a Valledoria, sviluppatasi nel dopoguerra con la creazione del lago di Casteldoria e l’introduzione, nella zona, di colture irrigue. Famosa, sulla strada per Sedini, la Roccia dell’Elefante, in trachite rossastra, nella quale sono scavate alcune domus de janas, sepolture di età prenuragica.

Sulla costa, la foce-stagno del Coghinas, nei pressi la chiesetta di S. Pietro a Mare, e un vasto arenile, circondato da dolci dune rimboschite a pini, eucalipti e palme nane. La spiaggia bianchissima è intervallata da scogliere porfiriche, scolpite dal vento, che si stagliano sul mare profondo.

Sorso e Castelsardo
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Orgosolo, i Murales e “Sa Candelaria”

Orgosolo , paese della Sardegna con circa 4500 abitanti, deriva il suo nome dal greco orgàs terreno fertile e ricco d’acque. Piccolo centro della Barbagia che sorge ai piedi del Monte Lisorgoni, a 18 km da Nuoro.

Caratteristiche di Orgosolo: Natura e Murales

Murales per le vie di Orgosolo, Sardegna
Murales per le vie di Orgosolo, Sardegna

Paese caratteristico della zona interna con vie strette e ripide ove sorgono, addossate l’una all’altra, case in granito quasi sempre ad un piano, con piccoli cortili interni. Nelle facciate delle case si possono ammirare i famosi murales che trattano tematiche a sfondo politico sociale esprimendo il malessere, l’isolamento dei paesi dell’interno, la protesta sociale verso la Regione e lo Stato.

Murale ad Orgosolo, Sardegna
Murale ad Orgosolo, Sardegna

I murales sono, insieme alla natura, gli elementi di maggior attrazione per i visitatori.

Orgosolo è circondato da una natura incontaminata, tra le più suggestive dell’isola. Il Supramonte di Orgosolo offre un paesaggio vasto e vario; si passa da boschi secolari di lecci, tassi, aceri, ginepri, roverelle, macchie di eriche, a valloni, rocce, aspri dirupi e vaste praterie. Nelle zone più alte abbonda il timo e il rosmarino. Qui crescono rare specie botaniche quali il ribes sandaliotico, l’aquilegia, il sorbo montano, la ginestra etnense e la splendida peonia selvatica. Tra la fauna si segnalano aquile, l’avvoltoio monaco, grifoni, falchi che nidificano nelle pareti rocciose, qualche esemplare di muflone, gatti selvatici, cinghiali, volpi, martore, donnole e qualche ghiro.

I murales di Orgosolo in Sardegna
I murales di Orgosolo in Sardegna

Il villaggio è citato nella metà del XIV sec. tra le parrocchie della diocesi di Suelli che versavano le decime alla curia romana. Appartenne alla curatoria dei Dore. Inoltre anche i suoi rappresentanti nel 1388 firmarono la pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona. Numerosi gli edifici religiosi: la chiesa parrocchiale di S.Pietro, costruita nel XIV secolo ma che si presenta oggi nei rimaneggiamenti subiti nel XVIII sec. e l’Oratorio di Santa Croce al cui interno è custodito un crocifisso ligneo del 1600.

Sa Vardia: La corsa equestre in occasione della festa della Beata Vergine Assunta

Sa Vardia di Orgosolo - Folklore Sardegna, Festa Beata Vergine Assunta Orgosolo Sardegna
Sa Vardia di Orgosolo – Folklore Sardegna

Particolare attenzione merita la festa della Beata Vergine Assunta, edificata nel 1634 la cui festa dal 13 al 18 agosto attira numerosi turisti per seguire la suggestiva e molto sentita processione notturna in costume e la spericolata corsa equestre detta Sa Vardia. Per l’occasione si aprono le cumbessias che circondano la chiesa della Beata Vergine Assunta, si organizzano balli e canti sardi.

Gastronomia ed Economia nella zona di Orgosolo

Ricca e genuina la gastronomia locale: il pane carasau, su pani modde, il miele, i formaggi, i salumi, gli arrosti, il torrone, gli ottimi dolci quali s’aranzada, i papassini le urillettas ( treccioline di pasta fritte), il vino Vermentino e il Cannonau, il mirto.

L’economia si fonda sulla pastorizia e l’agricoltura (uliveti e vigneti) l’attività di forestazione e, di recente ha assunto importanza crescente il turismo grazie alle bellezze naturali del territorio orgolese compreso Parco del Gennargentu.

Il vestito sardo di Orgosolo
Vestito Sardo di Orgosolo, Sardegna
Vestito Sardo di Orgosolo

Bellissimo il costume locale femminile, in seta e broccato, ricco di ricami ornamentali geometrici a colori vivaci fatto con la seta prodotta ad Orgosolo. C’è, infatti, una famiglia che si dedica ancora alla coltivazione della pianta del gelso e alla lavorazione della seta: il copricapo su lionzu è poi colorato con lo zafferano. Il popolo di Orgosolo è gente fiera e orgogliosa, intelligente, rispettosa dei tesori naturali e spirituali della propria terra, conserva le antiche tradizioni tra cui quella de Sa Candelaria.

Sa Candelaria
Orgosoloso, Sa Candelaria, Sardegna
Orgosoloso, Sa Candelaria

Nella mattina del 31 dicembre, per le strade e le viuzze di orgosolo è un continuo via vai di bambini che di casa in casa chiedono “Sa Candelaria“. Tutti gli usci sono aperti indistintamente per ogni bambino, che riceverà su coccone (il pane preparato appositamente), assieme a frutta, biscotti e una somma di denaro più o meno consistente, a seconda del grado di parentela intercorrente fra chi chiede e la donna che offre la Candelaria.

Fino a mezzogiorno l’allegra richiesta: “A no-l-la dazes sa candelaria?” (ci date la candelaria?) segna piacevolmente la tranquillità mattutina.

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Sa Candelaria, Orgosolo
Sa Candelaria, Orgosolo

alle case si vedono entrare e uscire bambini e bambine a gruppi di due o tre, rossi in viso e ansanti per la fatica di dover trasportare il sacchetto di tela bianca colmo di lecornie, che via via si fa più pesante, e se i più grandi procedono di fretta per riuscire a realizzare il maggior numero di carichi possibili, fa tenerezza vedere i piccini sbandare sotto il peso del sacchetto semipieno, con l’aria smarrita di chi non sa dove sono le “piazze migliori”, dove potranno ricevere più dolci, coccones e soldi. Se prima, quando il paese era meno esteso con un minor numero di abitanti alcuni riuscivano a entrare nella quasi totalità delle case, oggi si riesce a percorrere un numero limitato di rioni, anche se quando il sacchetto è pieno, i bambini provvedono a scaricare il tutto a casa di pomeriggio. La candelaria ha una continuazione nelle ore notturne, quando gruppi più o meno numerosi di giovani e adulti si recano a casa degli sposi che nell’anno morente hanno celebrato il matrimonio. All’ingresso delle abitazioni ogni comitiva intona canti augurali per un buon principio dell’anno e perché la coppia possa avere quanto prima uno o più figli e richiedere anche su coccone per amore del bambino Gesù. Dopo il canto ci si accomoda nel salotto degli sposi che, in cambio degli auguri offrono dolci e liquori. L’andirivieni dei gruppi si protrarrà fino alle prime ore del mattino successivo.

L’origine di questa tradizione si perde nei tempi passati, si sa solamente che nel secolo scorso da parte delle famiglie benestanti (in verità poche) del paese veniva effetuata una distribuzione di coccones, lardo, salsicce, ricotta a tutti quelli che bussavano alle loro porte. La questua si svolgeva la notte perché non ci fosse la possibilità di essere riconosciuti, i questuanti, non solo di Orgosolo, ma anche dei centri vicini, erano ricoperti da berretti e da sas peddes se uomini o da scialli se donne. Circa l’etimologia del nome si può pensare alla metatesi di Kandelaria, feste dell’inizio dell’anno a Roma antica. Il rito del candelario (dono delle calende di gennaio) è documentato nei centri (Gavoi, Olzai) e trova analogia con quelli di su pane e binu a Oliena e de su mortu-mortu a Nuoro per la festa di Ognissanti e collegamenti con le questue di Hallowen nel medesimo periodo. Il 16 e il 17 gennaio si ripete per S. Antonio Abate il culto pagano del fuoco: si gusta il dolce preparato per l’occasione “su pistiddi” a base di pasta sfoglia con semola e miele. Merita certamente una visita la casa natale della martire orgolese Antonia Mesina che riposa nella cripta della chiesa del SS. Salvatore. La festa in suo onore si celebra il 17 maggio, giorno del suo martirio, nelle campagne fuori dal paese. La prima domenica di giugno si festeggiano Sant’Egidio e Sant’Anania nella chiesa campestre (XVI /XVIII sec.), che sorge nel luogo ove i due santi furono martirizzati.

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Gonnesa nel Sud della Sardegna

Gonnesa, paese di circa 5000 abitanti, si raggiunge facilmente percorrendo la S.S. 126 poco dopo Iglesias.

Stazione di Gonnesa, Sardegna
Stazione di Gonnesa, Sardegna

Adagiata ai piedi del “Monte Lisau”, Gonnesa si protende verso il mare con una spiaggia incontaminata orlata da dune e da una tipica vegetazione.Fu fondato nel 1774 dal visconte Gavino Asquer in funzione della trasformazione agraria in centro minerario. Infatti il suo territorio, ricco di carbone, piombo e zinco è sempre stato sottoposto ad una intensa attività estrattiva.

Oggi tutti gli insediamenti estrattivi sono stati chiusi e trasformati in oasi silenziose di verde, dove è piacevole effettuare escursioni e picnic.

I principali siti da visitare sono:

  • Seddas Moddizzis,
  • Terras Collu,
  • Monte Onixeddu,
  • Monte Scorra,
  • il villaggio minerario di Normann sul costone del monte S. Giovanni.
Per le vie di Gonnesa, Sardegna
Per le vie di Gonnesa, Sardegna

Nella miniera di San Giovanni è stata scoperta la piccola grotta carsica di Santa Barbara dalle pareti e dalle volte coperte di cristalli di barite, forse di età paleozoica.

Il territorio di Gonnesa ha origine millenaria dimostrata dai numerosi insediamenti (Fenici, Punici e Romani) dislocati soprattutto nella costa. Il più importante è il villaggio nuragico di Seruci, composto di 100 capanne, raccolte attorno ai ruderi di un grande nuraghe. Non molto lontano si trovano i resti delle “Tombe dei Giganti” antiche zone dove si celebravano i riti funerari, le Domus de Janas (casa delle fate) in zona di Murru Moi-Serra Maverru e altri resti nuragici.

Gonnesa e le sue feste

All’interno del paese troviamo la Chiesa di San Andrea risalente al 1200, il cui patrono viene festeggiato a novembre; essa al suo interno custodisce un organo liturgico di grande pregio dotato di 584 canne, che accompagna con il suo melodico suono le più importanti cerimonie sacre. Una festa religiosa molto sentita è quella dedicata alla Madonna di Tratalias, che si svolge a Maggio con gruppi folk che sfilano al seguito di una “tracca”, carro addobbato e trainato da buoi che porta la Madonna.

Sempre a maggio, con una manifestazione denominata “Moti Gonnesini del 1906“, vengono rievocati, in costumi d’epoca gli avvenimenti di quell’anno.

Il territorio di Gonnesa
Porto Pagia, Gonnesa
Porto Pagia, Gonnesa

I dintorni di Gonnesa sono contornati da bellissime spiagge: la prima Fontanamare, posta sulla strada per Nebida, presenta residui di un antico insediamento minerario; la seconda Plage Mesu (Spiaggia di Mezzo) che sta al centro del litorale (Golfo del Leone) grazie al suo vasto arenile e per la facilità d’accesso è frequentata tutto l’anno; la terza, verso Funtanamare a sud dopo le dune de Is Arenas vi è Porto Paglia dove si trova l’antico villaggio della tonnara realizzato nella seconda metà del ‘700. Oggi è stato trasformato in villaggio turistico dove si possono visitare le caratteristiche case dei Tonnarotti e lo stabile denominato “Su Proci”.

Sempre in zona troviamo una zona umida protetta: la palude di Sa Masa, dove nidificano varie specie di volatili quali folaghe, moriglioni, gallinelle d’acqua, germani reali e il pollo sultano. Fra le associazioni della canna palustre, dei giunchi e delle tife si possono ammirare il papavero giallo, il cocomero asinino e varietà di orchidee e rose selvatiche.

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Nuoro: Un Viaggio All’interno della Barbagia

Nuoro sorge su un altopiano alle falde del monte Ortobene, circondata da montagne granitiche.

Centro Storico di Nuoro Sardegna
Centro Storico di Nuoro, Sardegna

Appartenuta al Giudicato di Torres, fu ceduta nel 1326 a quello di Arborea e data in feudo, dopo il 1478, alla famiglia Carroz; passò, nel 1496, alla diocesi di Ottana. Nel 1779, divenne sede della diocesi di Galtellì e ricevette, nel 1836, il titolo di città; dal 1848 al 1859 fu sede amministrativa del Regno di Sardegna.

Artisti e scrittori di Nuoro
Grazia Deledda Nuoro, Sardegna
Grazia Deledda, Nuoro, Sardegna

A Nuoro nacquero tantissimi artisti, scrittori e personaggi famosi. Tra questi:

  1. il poeta Sebastiano Satta (1867),
  2. la scrittrice Grazia Deledda (1871), premio Nobel per la letteratura nel 1926,
  3. lo scultore Francesco Ciusa, vincitore del premio internazionale per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1907,
  4. il giurista e scrittore Salvatore Satta (1902).

Per il centro di Nuoro

La Piazza di Nuoro, Sardegna

L’abitato è attraversato dal Corso Garibaldi, l’antica Bia Majore, e dalla via La Marmora, tra esse la piazza delle Grazie e il Santuario Madonna delle Grazie. Poco distante, a destra, sulla via omonima, la vecchia chiesa delle Grazie. Dal Corso Garibaldi, si giunge alla piazza Sebastiano Satta, progettata, nel 1967, dallo scultore di Orani, Costantino Nivola. Dalla via Roma si passa alla via Grazia Deledda, al n. 28, la casa natale della scrittrice ospita il Museo Deleddiano. Per la via Aspromonte si accede in piazza Asproni, sede della biblioteca Sebastiano Satta. Poco distante, la piazza S. Maria della Neve, con i palazzi della Curia Vescovile e del Seminario, e la Cattedrale di S. Maria della Neve.

A sinistra della piazza, la via Antonio Mereu conduce al Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, sede dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, ente regionale per lo studio e la documentazione delle tradizioni socioculturali sarde e della loro evoluzione.

Uscendo infine da Nuoro per viale Ciusa, si può visitare la chiesetta della Solitudine, dei primi anni 50, che sorge su una chiesa seicentesca, dove, dal 1959, riposa Grazia Deledda.

Dalla chiesetta della Solitudine una strada panoramica conduce al Monte Ortobene, con la sua cima Cuccuru Nigheddu di 955 metri.

La Festa del Redentore di Nuoro

Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna
Statua del Redentore, Nuoro, Sardegna

Ogni anno, ad agosto, si svolge la sagra del Redentore, importante manifestazione religiosa e civile, in cui è possibile ammirare gli splendidi costumi, provenienti da tutta l’isola, gustare i dolci e le specialità della cucina locale, assistere a canti e balli tipici.

La tradizione risale al 1901, anno in cui venne inaugurata la Statua del Redentore, opera bronzea dello scultore calabrese Vincenzo Jerace.

Vastissimo è il panorama che si scorge dal roccione sormontato dalla statua del Redentore: a nord l’altopiano di Bitti e l’abitato di Orune, a nord est il monte Albo, a est la Baronia di Orosei e il territorio di Dorgali, a sud il Supramonte di Oliena e il Gennargentu, ad ovest la città di Nuoro e il monte di Gonare.

Nuoro: Un Viaggio All’interno della Barbagia
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