A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook

Agnellino Sardo durante il pranzo di pasqua
agnellino sardo a pasqua
agnellino sardo a pasqua

15 Aprile 2017 – “Il giorno di Pasqua e Pasquetta scatta una foto al tuo arrosto di agnello di Sardegna Igp e pubblicala sulla pagina facebook Agnello di Sardegna. La foto che raccoglierà più like riceverà in premio un agnello messo in palio dal Consorzio di tutela“. “Mangiare carne di agnello non è solo una tradizione ma è anche un’abitudine virtuosa di chi mangia bene e sano. Non è un caso che faccia parte della dieta della longevità e che grazie anche a questo la Sardegna è la seconda regione nel mondo dopo si vive più a lungo dopo Okinawa”. “I nostri pastori rispettano il benessere animale, siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. Il modo tradizionale di brucare delle pecore – sottolinea Cualbu – aumenta notevolmente nella carne i contenuti di alcune sostanze fondamentali che vengono trasmesse completamente all’uomo. Queste aiutano lo sviluppo cerebrale e la vista nei bambini più piccoli e il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. Ed infatti i pediatri consigliano l’omogeneizzato di carne di agnello per i bambini appena svezzati”. “Per questo a Pasqua, mangiate agnello sardo Igp – invita Contas – anche perché oltre a mangiare sano e dare un contributo all’economia sarda, si tutela l’ambiente, la tradizione e l’identità. Pubblicate le foto dei vostri arrosti nella pagina facebook Agnello di Sardegna con #noagnellonopasqua”

Sagra dell'agnello a Bidoni Sardegna
Sagra dell’agnello a Bidoni, Sardegna

Sono queste le parole e l’invito rivolto ai consumatori da Battista Cualbu dal Consiglio di amministrazione del Consorzio agnello di Sardegna Igp (Contas).

L’agnello è il simbolo della Pasqua ed e’ in questo periodo che viene macellato il 25% della produzione totale di agnelli in Sardegna e la quasi totalità è consumata in Italia: la carne d’agnello sarà servita quest’anno in una tavola su due nelle case, nei ristoranti e agriturismi.

L’iniziativa “A Pasqua mangia un Agnello” dopo che il Presidente della Camera Laura Boldrini ha adottato due agnellini

Laura Boldrini adotta due Agnelli
Laura Boldrini adotta due Agnelli

L’iniziativa del Consorzio agnello di Sardegna Igp arriva dopo che nei giorni scorsi la presidente della Camera Laura Boldrini ha “adottato a distanza” due pecorelle, “battezzandole” Gaia e Gioia. Il fatto ha suscitato molto clamore mediatico per il fatto che le due bestiole sono state portate a Montecitorio “scortate” da due volontarie dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), con tanto di pettorina blu, facendo trasparire le vedute “animaliste” della Boldrini. Ricordiamo che l’Enpa stop delle macellazioni in vista della Pasqua e che le dichiarazioni della Boldrini erano state queste: “Ho voluto – ha spiegato Boldrini – fare la mia parte in questa campagna di sensibilizzazione perché credo che il rispetto delle tradizioni non ci obbliga a uccidere altri esseri viventi”.

Camera: Boldrini 'adotta' due agnellini, no a sofferenze
Boldrini ‘adotta’ due agnellini. “no a sofferenze”, dice

A seguito di questo fatto. Fortunato Ladu, di professione pastore, si era mosso per chiedere un incontro con la Boldrini. Ladu – originario di Desulo, ma titolare di un’azienda nel Medio Campidano – ha chiamato il deputato Francesco Sanna, di cui è un amico-sostenitore, e gli ha chiesto di fare da tramite per un incontro con la presidente, per consegnarle a mano una sua lettera. Sanna non solo si è detto disponibile ma, condividendone le preoccupazioni, ha pubblicato il suo scambio di vedute con Ladu, e la lettera, sulla sua pagina Facebook. Questa di seguito la dichiarazione di Ladu:

“Gentile Presidente, tornare a casa con l’unico pensiero di rispondere anche a lei come ho già fatto con il signor Silvio Berlusconi non era il massimo delle mie aspirazioni, mi creda. Avevo in programma una bella doccia per lavarmi di dosso un po’ della puzza di pecora che ho addosso, ma a casa mia sono avvezzi a questo odore e dovranno sopportarmi”.

“È infatti grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose. Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che, proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, lei, dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore. Mai avrei pensato che una persona che riveste una delle cariche istituzionali più alte nell’ordinamento politico italiano, esaltasse le scelte di vita di una esigua categoria di persone a scapito di dodicimila aziende pastorali solo in Sardegna. Certamente saprà che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

“Si insegna agli italiani che la barbarie regna nell’animo dei pastori sardi perché mandano al macello, per vivere, per creare economia e indotto gli agnelli maschi allevati liberamente sotto la madre. Noi, qui, abbiamo provato a certificare una filiera che produce una carne con caratteristiche organolettiche fra le più pregiate al mondo. Allora meglio il tofu poi del latte prodotte dalle pecore sarde, visto che ci siamo. Qualcuno però dovrebbe ricordare che per far posto alle coltivazioni di soia trasgenica, in alcune nazioni, si sono annientate intere regioni di foresta pluviale per far posto a questo tipo di coltivazioni”.

“Mi scuso del disturbo che arreco a lei e alla sua carica istituzionale – è la conclusione -, ma vorrei attirare la sua attenzione sullo stato di vita dei nostri animali, i quali hanno ricoveri che li proteggono dalle intemperie, pascoli per chilometri, libertà da ogni sorta di costrizione, ma evidentemente non basta. Se si interrompesse il ciclo dell’allevamento finalizzato anche alla carne, in Sardegna bisognerebbe attrezzarsi per un futuro diverso, in quanto se vitelli, capretti e agnelli venissero destinati alla vita perenne, questi hanno bisogno di centri e spazi molto ingombranti. Forse non crederà alle mie parole di ‘assassino’. Ma voglio dirle che il giorno che si caricano gli agnelli da macello, non è mai un bel giorno per me, nelle cui orecchie risuona ancora il grido di mio padre in un mattatoio, tanti anni fa. Era rivolto a un macellaio che non usava forme consone di macellazione. Che dire: sono profondamente deluso e preoccupato per il futuro della mia terra che trova prese di posizione come queste seri ostacoli alla ripresa di un settore economico portante della nostra Regione. Mi piacerebbe raccontarle direttamente questo nostro lavoro”.

A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook
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Un pensiero riguardo “A Pasqua Mangia Agnello Sardo e posta la foto su facebook”

  1. L’agnello sardo, così come il maialetto, sono dei piatti tipici della cucina sarda, soprattutto nelle grandi feste come pasqua, natale, capodanno.
    Posso capire che ci siano persone che “difendano” gli animali, ma da qui a colpevolizzare chi mangia agnelli, maialetti e la carne in generale, mi sembra fuori luogo! Per di più se si è il Presidente della Camera!!

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