Sorso e Castelsardo

Castelsardo Sardegna

La cittadina di Sorso

Sorso Monumento ai Caduti di Tutte le guerre
Sorso Monumento ai Cadut

Affacciata sul Golfo dell’Asinara, la cittadina di Sorso conserva nella parte più antica, la suddivisione in corti, tipica dei centri storici toscani, e le costruzioni in materiale calcareo/tufaceo.

Situata nell’Anglona, tra la Nurra e il Logudoro, Sorso e il suo territorio recano le tracce di insediamenti umani che risalgono al Neolitico:

  • la necropoli dell’Abbiu, con sei tombe ipogeiche;
  • il recinto megalitico di Monte Cao;
  • il santuario Nuragico di Serra Niedda, sulla strada che da Sorso porta a Castelsardo.
Sorso Chiesa della Vergine D'Itria
Sorso Chiesa della Vergine D’Itria

Documentata anche la presenza romana, si segnala in Località Santa Filitica, presso il Rio Pedras de Fogu, una villa romana del I sec. d.c.

In località Marritza, sulla costa, è stata rinvenuta una nave romana, datata tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec. d.c.

Romangia, da Romandia ovvero curatoria, è il toponimo che ancora indica la zona attorno alla città. Questa, dapprima fu annessa alla corona di Aragona, poi, concessa in feudo, nel 1411, da Re Alfonso d’Aragona alla famiglia Gambella. E’ ancora visibile, nella via Umberto, lo stemma di famiglia, murato nella facciata della cosidetta “ casa di Rosa Gambella”, andata in sposa al Viceré di Sardegna, Ximen Perez Escriva De Romani -. Nel 1689 il Barone Pietro Amat Marchese di San Filippo sposa Donna Vittoria Gambella, legando così le vicende dinastiche delle due famiglie e quelle della Romangia, che passò infine ai Savoia, nel 1718, insieme al resto dell’isola.

Sorso, Sardegna
Sorso, Sardegna

Sorso, centro di produzione agricola (ulivi, vite, frutti, ortaggi), esprime anche nella sua parlata – una miscela di sardo e spagnolo, ricca di influenze pisane – l’importante ruolo avuto negli scambi commerciali con la penisola, e nei contatti con Genova (sec. XI – XIII.).

Tra i suoi monumenti, la Chiesa della Madonna d’Itria (XII sec.), il palazzo baronale, la chiesa di San Pantaleo, la chiesa di Santa Croce (XVI sec.). Fuori dall’abitato, sulla strada che porta alla Marina di Sorso, la chiesa della Madonna “Noli Me Tollere” (non portarmi via ) al suo interno, un simulacro della Madonna rappresentata in una posizione insolita: con le braccia lungo il corpo e il bambino appoggiato sul fianco sinistro. Alla Madonna del Noli Me Tollere è dedicata una piccola cappella, posta tra il paese e il mare, dove secondo la tradizione, è stata trovata la statua della Madonna (si festeggia il 26 maggio). La costa è caratterizzata da spiagge bellissime e il colore del mare varia dall’azzurro profondo al verde smeraldo. Proseguendo lungo la litoranea, dopo le spiagge di Marina di Sorso e Lu Bagnu (così definita da un’antica fonte salutare) si giunge a Castelsardo, che sorge su un promontorio a picco sul mare.

Castelsardo

Castelsardo, Sardegna
Castelsardo, Sardegna

Fondato dai Doria nel 1102 col nome di Castelgenovese, Castelsardo fu conquistato nel 1448 dagli Aragonesi che ne mutarono il nome in Castell’Aragonese, infine, nel 1769, entrò a far parte del Regno di Sardegna, ricevendo la denominazione attuale.

Il centro storico di Castelsardo, sulla rocca, conserva intatto il primitivo fascino con le viuzze ripide e strette, le lunghe scalinate e gli scuri archivolti, sullo sfondo, l’azzurro del mare, intenso. Sulla sommità della rocca, i resti del castello medievale (sec. XII – XIV): la torre, una porta e alcune stanze con pilastro centrale e volte a crociera.

Sardegna, Castelsardo
Sardegna, Castelsardo

Nella via Mazzini, la Casa Comunale in stile gotico; proseguendo il Seminario (1760) con un piccolo campanile a vela; la chiesa del Purgatorio e la cattedrale di San Antonio Abate. Questa, costruita nel cinquecento sull’impianto della chiesa romanica di S. Antonio, che fu priorato benedettino, conserva al suo interno pregevoli statue lignee e un polittico del c.d. Maestro di Castelsardo. Accanto alla cattedrale di San Antonio Abate, il campanile in trachite con cupola maiolicata.

Magnifico il panorama che si scorge dalla chiesa, la quale, proiettata sul mare, “pare stia per salpare”, come dice un poeta italiano che descrive le chiese liguri sul mare. Al centro del paese la chiesa di S. Maria delle Grazie, costruita in epoca medievale e trasformata nel seicento; al suo interno il trecentesco crocifisso del Cristo Nero.

D

Castel Sardo in Sardegna
Castelsardo in Sardegna

a qui parte, il lunedì della settimana santa, la processione del Lunissanti, una cerimonia introdotta nel 1200 dai monaci benedettini dell’abbazia di Nostra Signora di Tergu. Ricca di significati simbolici, essa mantiene la grandiosità di un tempo. Dalla chiesa di S. Antonio, infine, si scene al belvedere dei Bastioni Spagnoli, restaurati nel XVIII sec. dai Savoia, lungo le mura, la torre che proteggeva la porta a mare.

Dopo Castelsardo, si giunge a Valledoria, sviluppatasi nel dopoguerra con la creazione del lago di Casteldoria e l’introduzione, nella zona, di colture irrigue. Famosa, sulla strada per Sedini, la Roccia dell’Elefante, in trachite rossastra, nella quale sono scavate alcune domus de janas, sepolture di età prenuragica.

Sulla costa, la foce-stagno del Coghinas, nei pressi la chiesetta di S. Pietro a Mare, e un vasto arenile, circondato da dolci dune rimboschite a pini, eucalipti e palme nane. La spiaggia bianchissima è intervallata da scogliere porfiriche, scolpite dal vento, che si stagliano sul mare profondo.

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